In giorni scanditi da dibattiti televisivi ed ospitate trash per le primarie vorrei farvi conoscere un artista anarchico e parecchio iconoclasta, con una barba grande grande e due baffi lunghi lunghi: Pelin Santilli. Pelin fa low-brow impegnata e dissacratoria, definisce il suo immaginario come quello di un rivoluzionario nato nel 1917. I suoi micro quadri sono fatti di strati su strati di simboli presi dalla propaganda politica e dalla tatoo culture e di figure poetiche e terribili, hanno un sapore gotico, eppure i suoi colori sono saturi come quelli degli incarti delle Big-Bubble. Pelin disegna bamboline burlesche dagli occhi allucinati, equilibristi virili in autoreggenti, animali inquietanti che si affacciano dalle cornici dei pop-up di carta. Ed i titoli delle sue serie suonano come minacce di un’ apocalisse imminente. Secondo me esiste un solo modo per fare un’intervista ad un artista low-brow anarchico. Fargli domande low-brow ed anarchiche

Hai un passato da militante politico e le tue opere sono spesso definite anarchiche. Mettiamo che tu debba ritrarre un politico a scelta. Chi è e come lo ritrarresti?
Ho sempre adorato l’iconografia marxista leninista: Lenin, Stalin, Mao, il realismo socialista è indubbiamente il precursore del pop surrealismo. L’ultima trasmutazione di Silvio Berlusconi è eccezionale: occhi a mandorla e capelli alla grande timoniere; è una mummia assolutamente sovietica e siccome io “mostrifico” ogni mio soggetto lo disegnerei il più naturalisticamente possibile.

Le tue ambientazioni sanno di gotico vittoriano e decadenza bohémien. Da artista in quale epoca ti piacerebbe rinascere?
A dieci anni avrei risposto la preistoria, dove tutte le cose, le bestie, il creato senza partitura né regole debuttavano per la prima volta. A venti ti avrei detto ottocento con i suoi misteri, le stanzette fredde, la sifilide e le sue fantastiche pipe da oppio. Oggi ti dico il secolo breve, il novecento con il suo assalto al cielo e l’inferno in terra,il pantone, il cinema e i popcorn. Vedremo se tra cent’anni avrò cambiato ancora idea.

L’ uso del colore è un tratto identificativo dei tuoi lavori. Cosa è per te il colore?
Il colore per me è una maschera, un trucco, un artifizio. I miei colori eccessivi servono a mascherare la natura delle cose, le paure dei miei “non vivi” personaggi e poi fanno scena, creano una gazzarra futurista, teppisti facinorosi su di un foglio. Come diceva il poeta … la vita è altrove…sta’ a voi cercare una verità sotto l’apparenza se avete ancora un briciolo di coscienza umanoide.

Qual’ è la creatura più spaventosa del circo di Pelin?
Nessuna delle mie creature è realmente spaventosa, sono solo degli attorini imbellettati dentro le grandi e piccole tragedie della storia. Niente è buono o cattivo tutto è in funzione del palcoscenico, sono piccoli giuda involontari costretti dal copione a rendere grande il personaggio principale che non si vede mai …perché esso è solo mito.

Dovrei farti una domanda sulle tue ispirazioni e credo ce ne siano tante. Però per giocare sull’ effetto sorpresa ti chiederò cos’è che, al contrario, non ti ispira affatto.
Non mi ispira il post moderno. Odio chi non prende niente sul serio. Mi stanno sulle palle gli artisti che fanno cose stupide con atteggiamento “ironico”. Aborro l’appiattirsi sull’immaginario estetico televisivo con atteggiamento “ironico”. E soprattutto ritengo spaventosi quelli che nascondono la loro colossale ignoranza e incapacità sotto un atteggiamento “ironico”. Adesso però tu non prendermi sul serio è chiaro che stavo scherzando.

Immagino che avere una moglie tatuatrice influisca sul tuo lavoro (oltre che sulla tua vita). Hai un aneddoto emblematico da raccontarci?
Ho un braccio, il sinistro, che è il mio diario personale, ogni volta che mi succede qualcosa di importante ce la tatuo sopra, c’è la mia prima mostra e sbronza a Berlino, il terremoto, la nascita dei mie figli, i lacrimogeni e le manganellate di Genova… quando sarò morto spero che la mia famiglia lo scuoi e se lo appenda in sala. Altro che foto ricordo.
Sulla tua città (L’Aquila) negli ultimi due anni si è detto di tutto. Se potessi farle un regalo quale sarebbe?
L’espulsione di tutta la sua attuale classe dirigente, sia politica che economica e la riapertura della cantina del Ju Boss prima di Natale.
scritto da la Germanz
Per saperne di più:
http://www.ziguline.com/pelin-santilli-ritratto-dellartista-anarchico-da-giovane
“Venghino signore e signori, venghino e si accomodino non troppo comodi sotto il tendone di questo circo: che l’Apocalisse abbia inizio!”.
Se vi fossero dubbi sulla bontà dei facciotti delle bamboline dai grandi occhi, emblemi abusati nel pop surrealismo, ecco fugata ogni perplessità.
Qui l’arte si fa per fare la Rivoluzione, e anche se la catastrofe è come una messa in scena da circo, ridicolizzata e bambinesca, i protagonisti qui sono circensi ma brutali.
Pelin Santilli è l’ artista dai grandi proclami, la cui opera è chiaramente e politicamente impegnata. Il suo anelito anarchico è quello di un giovane rivoluzionario nato nel 1917, affascinato dal dètournement situazionista degli anni ’60.
La sua concreta rivoluzione la si vive nelle sue opere, complesse e macchinose da far roteare le pupille. Gli occhi vagano alla ricerca del bandolo della matassa in un horror vacui decadente, quando ecco, come un’ intuizione, la lettura di un disagio che è dell’artista ed è contagioso, come l’ essere costretti a vivere in un tempo del quale non si vorrebbe essere figli.
Bio:
Pelin Santilli è artista, poeta e agitatore culturale autodidatta, ha studiato presso l’università di lettere e filosofia di L’aquila, Italia. E’ artista professionista dal 2009, ha esposto in gallerie underground italiane ed europee, Berlino, Londra, Zurigo, Amsterdam, Roma. I suoi interessi di ricerca sono le follie del mondo occidentale e la sua aberrante estetica. La sua citazione preferita è: “Un giorno, quando finalmente ci sarà il comunismo, non ci saranno più pene d’amore.” Il suo numero di Erdos è 3,3,3.
Una delle tante cose che mi lascia perplesso del Pop Surrealism è l’uso improprio del termine che ne fanno critici, curatori e galleristi.
Viene definita così qualsiasi cosa che non risponda ai canoni tradizionali della figurazione e che provenga dell’ambiente underground.
Personalmente, io sarei per un approccio più restrittivo: limiterei la definizione ad un ambito ben preciso. Il Pop Surrealism è la reinterpretazione in chiave onirica del linguaggio e delle icone della cultura popolare.
Un linguaggio che sfugge alla realtà contingente, per rientrare in se stessi, per riscoprire lo stupore, i sogni e le paure di quando si era bambini.
Da questo punto di vista, Pelin Santilli è crea qualcosa di diverso dal Pop Surrealism. La sua ricerca può considerarsi infatti come erede moderna delle sperimentazioni di Grosz e degli altri artisti di Nuova Oggettività.
Utilizzare la mitologia contemporanea, intrisa di infantilismo, perchè viviamo in una società che ci vuole eterni adolescenti, non per sfuggire al Mondo, ma per sezionarlo, svelandone la violenza e l’ipocrisia.
Tutto tramite un tratto incisivo e feroce, che svela ciò che siamo e che non vorremmo essere, creando visioni crudeli.
Un’arte che è denuncia del nostro malessere, individuale e sociale, e al contempo sua amara medicina.
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“Interrogata ben bene la nostra coscienza, abbiamo deciso di divorarti a causa della tua disobbedienza”
Performance di Chérie Roi in Le Baptème Des Vices
PELIN SANTILLI e la sua personale visione ironica grottesca del mondo.
Attraverso le immagini racconta scene gore estreme con una sana vena di ironia, racconta di quella grottesca e totale assenza di comunicazione e del disagio contemporaneo, di quelle cicatrici che ogni uno porta dentro di se, e fatica a vivere con il proprio caos, quest’ultimo inteso come cambiamento e trasformazione – contro.
PELIN SANTILLI è forse uno dei più interessanti artisti della scena “underground”.
Pelin miscela in modo sapiente due essenze contrapposte dell’erotismo che racconta.
La bellezza che suscita desiderio e l’inquietudine del decadente.
Suggerendo che a volte, e per alcuni, c’è inquietudine nella bellezza e desiderio nel decadente. Per costoro che compiono tale scelta estrema di campo, i passi sono tracciati dalle orme ai bordi di una voragine tra la lucidità e la follia, e non più solo tra la realtà e il sogno ma tra il sogno e l’incubo, sfidando il pubblico all’esplorazione del proprio ignoto, e del malessere del nostro tempo.
Questa scelta di campo caratterizza l’artista che la compie ponendolo “in solitudine” su uno dei vertici di quel triangolo ideale che viaggia dal presente al futuro. Tale vertice, volto verso il futuro, in parte si trova già in esso, e trascina dietro di sè la sua ignara base, popolata dai più numerosi contemporanei che vivono e giudicano il loro presente. Li trascina in una qualche, ignota, direzione evolutiva dell’arte e della società. Se la direzione sarà giusta o sbagliata, se sarà evoluzione o involuzione, sarà compreso altrove sulla linea della storia dell’arte e della società.
Le opere di Pelin si amano o si odiano. Non vi sono mezze misure. L’artista denuncia le storture di una società sempre più passiva dinnanzi agli orrori del mondo .
Nelle sue opere Pellin, seziona, smembra, trasfigura il soggetto che riproduce rappresentandolo come un demone, o in un animale in autoreggenti, o in una nazista con svastiche sul reggiseno, inserendo tali soggetti in scenari erotici ricchi di simbologie che sembrano suggerite visioni o allucinazioni meditate. Con esse racconta attraverso forme e figure stilizzate un contrasto che, in quanto tale, crea movimento ed energia nella sua grafica , che lo spettatore percepisce, in un senso o nel suo opposto.
Pellin padroneggia uno stile, personale e riconoscibile, fuori dalle convenzioni e dalle aspettative, certificando che la sua ricerca è continua e sostenuta dalla sua dedizione alla sua arte e alla sua originale e personale visione dei temi che tratta. Pelin miscela tecniche e stili tipici della letteratura Pulp ma riesce a farlo in modo atipico, elabora e implementa linee dei fumetti con sfumature di colore tipiche dei tatoo, usando colori spesso saturi in contrapposizione a quanto ci si aspetterebbe da una visione onirica, che molti ricercatori ritengono sia monocromatica.
Le ambientazioni vintage e il look burlesque svelano dell’artista il suo gusto per uno stile estetico retrò, una dimensione che pare essere un rifugio entro la quale i suoi personaggi dipinti, condividono leggi fisiche e paesaggi di un mondo parallelo immaginario ma nello stesso tempo metafora grottesca dei nostri paesaggi reali.
Enfants Terribles
ENFANTS TERRIBLES
Studio 21 Tattoo & Art Gallery presenta un progetto dedicato ai “Bambini terribili”. L’idea fondamentale è che l’infanzia sia un tema universale, un’età che tutti noi abbiamo attraversato e che per tutti sia stato un passaggio fondamentale, che ha lasciato un’impronta forte nelle nostre vite. Per molti adulti l’infanzia è quasi un ostentato stato mentale, volendo restarvi aggrappati a tutti i costi per non lasciarsi scivolare via la naturalezza delle cose, per sfuggire alle sovrastrutture che l’età adulta spesso ci impone. Tema ricorrente a tal punto nell’ambito artistico pop surrealista che quasi potrebbe esserne l’emblema,l’infanzia viene trionfalmente accolta ed esaltata anche da Studio 21. A noi interessa porre l’accento su quei bambini terribili, bambini temibili, quasi dei piccoli extraterrestri. Essi osservano il nostro mondo da un altro tempo, da un altro spazio, con uno sguardo enigmatico o sperduto? Accusatorio o polemico? Spesso disincantato?
Quando ci troviamo al loro cospetto sembra che ci interroghino muti, come se fossimo dinanzi ad uno specchio. Cosa provoca nello spettatore questa visione? Di certo uno specchio è un invito a riflettere. L’artista in questo caso ha il privilegio e la libertà dell’invenzione che stimoli la riflessione dello spettatore in una qualche direzione.
Gli artisti che prenderanno parte alla anteprima fiorentina in occasione della Florence Tattoo Convention sono:
MARK RYDEN
Dissacratorio, i soggetti delle sue opere sono spesso caratterizzati dalla presenza di simboli culturali e religiosi dell’occidente. Prendendo spunto dall’immaginario iconografico delle fiabe, ne ha di fatto stravolto il significato iniziale creando un stile visivo coerente in cui promiscuità, ambiguità e senso del macabro si fondono. Influenzato da Dalí, Bosch, Magritte, dagli artisti Pop e dalla sua preziosissima Magic Monkey (che custodisce gelosamente nel suo studio), agli inizi degli anni novanta diviene uno dei massimi esponenti del pop surrealismo
RON ENGLISH
La sua opera gioca con i simboli della cultura consumistica e con i linguaggi della pubblicità, chiara l’influenza su di lui di Andy Warhol, di cui è considerato un erede. Tra le sue opere più famose c’è Abraham Obama, un ritratto in cui English fonde i volti dei due presidenti americani Abramo Lincoln e Barack Obama e che ha contribuito, insieme ai manifesti di Shepard Fairey, a trasformare l’immagine del primo presidente degli Stati Uniti di colore in un’icona pop
MATTEW PRICE
è un artista che vive e lavora in California. Ha esposto in personali presso la OMC Gallery – Huntington Beach , California ed in collettive presso La Luz De Jesus Gallery – Los Angeles e MondoPOP Gallery – Rome, Italy
ALBERTO CORRADI
Affermato autore di fumetti, dal 2006 la sua serie “Mostro & Morto” è pubblicata mensilmente sul magazine La Repubblica XL, mentre dal 2010 la nuova serie “Conte Vlad” esce per la rivista Linus, testata storica del settore. Da sempre attivo su tutti i versanti della comunicazione, nel 2006 è entrato a far parte del movimento Pop Surrealist italiano.Ha partecipato a mostre a Napoli, Roma e su tutto il territorio italiano come all’estero: Angouleme, Belgrado, Liegi, Lisbona, Lubiana, Oslo, Prilep, Seul & Stoccolma.
MISS SALOPETTE
Artista e blogger milanese, si divide tra l’Italia ed il Giappone da dove trae gran partee della sua ispirazione artistica. Ha esposto in varie collettive Italiane e estere.
VALENTINA ZUMMO
Artista romana, predilige come tecnica per le sue creazioni l’acrilico su legno. Si ispira ai capisaldi del Pop Surrealism come Jenny Bird Alcantara, Marion Peck, Mark Ryden e Liz McGrath. Ha esposto presso le galleria romane Temporary Love, MondoPOP e Mondo Bizzarro Gallery. La sua prima personale risale al
2011 presso Studio 21 Tattoo & Art Gallery e nel 2012 ha partecipato a una collettiva presso la Funhouse Gallery di Detroit
ANIA TOMICKA
nasce a Lodz nel 1985. Inizia il percorso formativo all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Trasferitasi a Firenze frequenta con poca soddisfazione l’Accademia, dove viene definita “troppo illustrativa”, e decide di iscriversi ad un’Accademia di Arti Digitali. ama dipingere ad olio, una tecnica contemplativa che permette virtuosismi estremi
FABIO MORO (MOROF)
Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 1988 lavora come tatuatore e nel 2004 vive e lavora a Genova. La sua ricerca artistica si sviluppa sia sul corpo che sulla tela. suoi lavori su pelle sono pubblicati in Color Tattoo Art, edito da REUSS, e ha scelto MOROF come unico rappresentane italiano del genere. Le sue opere d’arte sono state esposte a Genova, Roma e Teramo; in Europa nel 2010 in occasione della Fiera di Colonia e a Praga presso la galleria Tribo. Attualmente espone una personale a Berlino presso la galleria TATAU OBSCUR
OHMYDOLLS
creatrice e disegnatrice del brand ohmydolls! Una passione coltivata da sempre per l’arte in tutte le sue forme, dall’esigenza di rappresentare un nuovo ideale femminile, descrivendo un’icona malinconica e disincantata, che mostra con orgoglio le cicatrici delle ferite inflitte dalla vita e quelle invece volute e raccontate da tattoos e piercing, il tutto in un contesto onirico e fiabesco. Ha esposto in spazi privati di Milano.
YARI DI GIAMPIETRO
in mostra presso la galleria Marzia Frozen di Berlino, presso il teatro comunale di Città Sant’Angelo – Pescara, la galleria il Trittico di Roma; ha partecipato alla 1° Biennale dell’Unità d’Italia presso il complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio – Caserta. E’ presente in International Conteporary Artist Vol..
GROZDANA TILOTTA
Diplomata presso l’Istituto d’Arte di Siracusa, i suoi dipinti esplorano il mondo delle icone del nostro tempo, personaggi e luoghi entrati a far parte del nostro immaginario attraverso il cinema e la fotografia, e utilizza un linguaggio pittorico dalle tinte piatte ispirato alla tecnica serigrafica della Pop Art. Ha esposto presso Mondo Bizzarro Gallery di Roma
LUISA MONTALTO
Gli esponenti del Pop Surrealism internazionale da cui dichiara di sentirsi maggiormente ispirata sono Joe Sorren, Chris Berens, Camille Rose Garcia e Lola Gil. Si dedica con passione alla pittura ad olio ed è anche, da molti anni, una stimata illustratrice per l’editoria sia in Italia che all’estero. Oltre ad essere stata esposta alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma, partecipa ad una collettiva presso la Katleen Gallery di New York, è nel catalogo Premio Celeste e partecipa a Fumetto International (Triennale di Milano) e a Dieci+Un, Comicon Napoli
GERLANDA DI FRANCIA
è una delle esponenti del Loverismo, il movimento artistico romano che contesta la mercificazione dell’arte, proponendo un approccio basato sulla condivisione e sul dono. Francesca esplora la tragedia del nostro quotidiano con la consapevolezza degli incubi e delle angosce che ci accompagnano dall’infanzia: nelle fiabe non ci sono soltanto principi azzurri, ma anche orchi e streghe cattive.
DIAVU’
Nato a Roma, è artista e curatore, cartoonist, musicista e articolista.Tra le esposizioni personali: “XL Collage” al festival Kals’Art di Palermo all’Expa per La Triennale di Milano/OFF del 2007 e tra le ultime collettive “Subtleties of Character” a cura dell’artista Dan Barry alla WWA Gallery di Culver City (California, USA) e “Lyric 2012″ a cura dell’artista Glenn Barr alla 323East Gallery d Royal Oak (Michigan, USA). Ha pubblicato su XL, Musica di Repubblica, Frigidaire, Katzyvari, Tank Girl magazine, Blue, Il Cuore, Alias, Linus, Rockstar, Rumore e su altre numerose pubblicazioni.
ERICA CALARDO
Erica Calardo nasce a Genova, 15 maggio 1980. Ha studiato Filosofia a Bologna e si è trasferita per alcuni anni a Manchester, UK, per il dottorato di ricerca in Logica Matematica. Dopo il dottorato frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna per due anni. Predilige l’olio su tela o su legno, matita su carta,
acquerello. Dei grandi maestri del Pop Surrealism ama Lori Earley, e Mark Ryden. Ha esposto presso Mondo Bizzarri Gallery
PELIN SANTILLI + SASHA PROSPERI
Artista popsurrelista lui e artista tatuatrice lei, coppia anche nella vita, sperimentano un lavoro comune. Pelino ha esposto in personali a Zurigo e Berlino, ed è tra i vincitori del premio Alterazioni 2011 ad Arcidosso -Gr., Sasha ha partecipato a numerose tattoo conventions Italiane ed estere
Studioventuno Tattoo & Art Gallery
Via delle botteghelle 30
84122 Salerno

c’era una canzone, c’era un verso in particolare…”quando eravamo piccoli ed avevamo la barba”…e si, bell’ossimoro…praticamente incomprensibile per chi non c’era e per chi è venuto dopo il “diluvio”. beh queste tavole sono un conto in sospeso, con la mia infanzia, con la storia della mia infanzia, quando essere un ragazzo era sinonimo di stare dentro la storia, nel suo farsi…nel suo morirci…
Per esteso: Amiata, Rivoluzione, Terra, Qualità.
Nasce da questi quattro fattori la nostra visione di valorizzazione del territorio. www.artq.it
Eccellenze artistiche e culinarie protagoniste della rassegna organizzata dall’associazione ARTQ
“Visto con gli occhi dell’arte in tutte le sue forme, il nostro territorio, è ancora più bello”. Scrivono così nel loro sito i ragazzi di ARTQ, l’associazione giovanile che da ormai tre anni promuove Alterazioni Festival. Poche parole che sintetizzano la filosofia che li anima: coniugare la passione per l’arte nelle sue diverse rappresentazioni e l’amore per il Monte Amiata.
Il tema di questa terza edizione, che prenderà il via venerdì 27 luglio, è “il movimento delle percezioni”, declinato nelle varie sezioni della rassegna: alterazioni visive, alterazioni musicali, alterazioni da gustare.
“Il Festival Alterazioni – spiega Cinzia Tacconi, assessore provinciale alla Cultura – fa parte del circuito Maremma In Contemporanea, promosso dalla Provincia di Grosseto, che racchiude i più importanti eventi dedicati all’arte contemporanea nel nostro territorio. Un’iniziativa importante innanzitutto perché ideata e promossa da giovani che amano il territorio dove sono cresciuti e credono nelle sue potenzialità. L’idea di far incontrare artisti e performers da tutta Italia, e non solo, nel borgo medievale di Arcidosso è un vero e proprio atto di amore per l’arte e per la propria terra”.
Diverse le novità introdotte per l’edizione 2012: dalla sezione dedicata alle eccellenze gastronomiche amiatine, ed in particolare alla birra artigianale, alle mostre nella mostra. Alterazioni visive, infatti, ospiterà insieme alle opere dei 23 artisti selezionati dal bando ufficiale, una raccolta dei lavori di Pimp My Mary, esposizione di livello nazionale promossa dal collettivo EXP di Carrara, le video istallazioni di Aurora Meccanica, le opere vincitrici del concorso fotografico Piccoli Fotografi realizzato in collaborazione con l’Associazione Tarabaralla di Castel del Piano e i lavori del progetto “Ritratto, autoritratto e caricatura”, realizzato da Francesca Bizzarri che ha coinvolto oltre 300 bambini delle scuole primarie dei comuni Arcidosso, Seggiano, Castell’Azzara e Castel del Piano.
“Si conferma anche quest’anno – continua l’assessore Cinzia Tacconi – l’alta qualità delle opere in esposizione, che sottolineano la caratteristica principale di Alterazioni Festival: il suo essere un evento culturale che racchiude in sé una grande varietà di linguaggi espressivi”.
Musica live, performance audiovisive e spettacoli di danza si alterneranno, dunque, negli spazi del Castello Aldobrandesco di Arcidosso per dar vita ad una tre giorni di arte e tradizione. Da segnalare anche il fuori evento alterazioni street art, ormai spazio fisso della rassegna, dedicato quest’anno un duo di artisti romani di fama internazionale che con le loro opere hanno lasciato il segno nei muri di Arcidosso.
Per maggiori informazioni: http://www.artq.it / artq.info@gmail.com
PROGRAMMA
Venerdì 27 luglio
ore 19.30
APERITIVO DI BENVENUTO CON DJ SET a cura di NEED A NAME
ore 20.00
ALTERAZIONI DA GUSTARE – Apertura stand gastronomici con degustazione di Birre Artigianali Italiane ed Olandesi, prodotti tipici locali, olio e grappa
ore 22.00
MADAME DECADENT/SCHWARZE TRAUM – Performance
ore 22.30
FRANZ ROSATI/THEORY OF VORTEX SOUND [A/V PERFORMANCE] – Performance audio/visiva
ore 23.30
Q2 VISUAL/CLOUD – Performance audio/visiva e danza contemporanea. Un progetto dei Q2 Visual con la partecipazione dei ballerini Alessio De Giulli e Stefania Pace
ore 00.30
SOSTANZE RECORDs/NIGHT DJ set / Live set FLUX VS ILKOBRA – Etnic, Techno, Ambient
DIGITAL BRAIN VS NEZOOMIE – Idm, Dub, Glitch, Trip Hop ALEXIS STORM – Dub Techno, Minimal, Deep
BComponente – Visual
Sabato 28 luglio
ore 17.00
INAUGURAZIONE MOSTRA ALTERAZIONI VISIVE 2012/ IL MOVIMENTO DELLE PERCEZIONI
mostra collettiva dei vincitori del bando, saluto delle autorità ed inoltre…
LA MOSTRA NELLA MOSTRA
PICCOLI FOTOGRAFI – presentazione ed esposizione vincitori del concorso in collaborazione con Tarabaralla
aurora Meccanica – una sezione dedicata alle video/installazioni interattive da ascoltare e toccare
PIMP MY MARY – selezione di 20 sculture provocatorie della mostra più criticata del momento in collaborazione con il Collettivo EXP di Carrara
ore 19.30
APERITIVO DI BENVENUTO CON DJ SET a cura di SOSTANZE RECORDs – Red|-_-|box Drum & Bass / Elettronica / Rap THEIGUO – Idm, Dub, Glitch, Trip Hop
ore 20.00
ALTERAZIONI DA GUSTARE
ore 21.30
YOUAREHERE – Live set electro/sperimentale
ore 22.15
GABRIELE ORTENZI – Performance vocale
ore 22.30
MUG – Concerto Live – Rock / Noise / Elettronica
ore 23.30
MOVEONOUT – Concerto Live – Rock / Elettronica
ore 01.00
TOOT – Concerto Live – Rock / Funk / Dub Step
Domenica 29 luglio
ore 18.00
RICICREO/SFILATA DI ABITI REALIZZATI CON MATERIALE RICICLATO – in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Mario Pratesi” di Santa Fiora
ore 20.30
APERICENA CON MELINDA LIGETI TRIO / FEATURING SÉTAMÙR – Concerto Live – jazz / New Jazz / Elettronica
ore 21.30
GLI ULTIMI VECCHI/MEMORIA E FUTURO – Docufilm promosso dalla Cooperativa “Il Quadrifoglio” in collaborazione con la ASP G. Vegni di Castel del Piano in collaborazione con il “Centro G” e l’associaizone ARTQ
ore 22.15
VANDEMARS – Concerto Live voce e chitarra elettrica
The Museum of Porn in Art presents:
Das Museum of Porn in Art präsentiert:
100 x Museum of Porn in Art
Das Museum of Porn in seine Art feiert hundertste Ausstellung! Seit 2004 organisiert das Web-Museum monatlich Ausstellungen in Weinstube Edi, il einem kleinen Lokal im Herzen von Zürich. Zu diesem Anlass Künstler Alle wurden, die mit je MoPiA eine Ausstellung Hatten, gebeten, uns ein Geschenk zu machen mit dem “Museum of Porn in Art” Thema.
Wir freuen uns auf eine Ausstellung voller Überraschungen bedanken und uns ganz herzlich tutti i bei unseren Künstlern , die es möglich überhaupt gemacht haben, in modo da einen Anlass feiern zu!Bei tutti Künstlern unseren, die es möglich überhaupt gemacht haben, in modo da einen Anlass feiern zu!
Vernissage: Freitag, der 13. Aprile 2012 ab 18.00 Uhr nel Edi Weinstube und Kino Stüssihof, Stüssihofstatt 14 a Zurigo.
Ausstellung: 14.04.-2012/10/05, Mo – Do. 11,00-24,00 Uhr, p. und Sa. 11.00-02.00 Uhr und così. 14,00-22,00 Uhr.
Il Museo di Porn in Art presenta:
100 x Museum of Porn in Art
Il Museum of Porn in Art celebra la sua centesima mostra! Dal 2004 la web-museo organizza mostre temporanee mensili in Weinstube Edi, una piccola località nel cuore di Zurigo. Per questa occasione abbiamo chiesto a tutti gli artisti, chi ha mai fatto una mostra con MoPiA, per farci un regalo con il “Museum of Porn in Art” a tema. Siamo lieti di un mostre piene di sorprese e voglio ringraziare tutti i nostri artisti che hanno reso possibile che si possa celebrare questa occasione!posizione nel cuore di Zurigo. Per questa occasione abbiamo chiesto a tutti gli artisti, chi ha mai fatto una mostra con MoPiA, per farci un regalo con il “Museum of Porn in Art” tema.
Vernissage: Venerdì 13 aprile alle ore 18.00, presso Weinstube Edi e Kino Stüssihof, Stüssihofstatt 14 a Zurigo.
Mostra: 14.04.-2012/10/05, lun – gio. 11.00-24.00 ore, Fr. e Sa. 11.00-02.00 ore e quindi. Ore 14.00-22.00.
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My little inner Sabbath
Una mattina mi son svegliato e il diavolo, con i suoi grossi lombi poderosi,coprendo il mio belare mi disse di preparare del pane…il pane del diavolo…
Una mattina mi son svegliato e dentro una gabbia c’èra l’uccellino a portarmi via e la santissima stregha mi disse di preparare del pane…il pane del diavolo.
E se dovessi malauguratamente morire, vorrei crepare alla moda di Eliogabalo nascondendomi nella merda…ucciso in una latrina…trascinato per le vie…colmo…colmo di post avanguardia di post rivolta…
Ingozzami terra, ingoiami orda operaia sui bastioni di Kronštadt…liberaci dalle esondazioni dell io e delle coop…sempre viva!
Ma venite a cena commensali mie che le rose, il vino, l’incenso, il pane è pronto…il pane del diavolo.

Pelino e Sasha sono due artisti aquilani, sono moglie e marito e hanno uno studio appena fuori dal centro storico, ai margini della zona rossa, lungo via XX Settembre a qualche centinaio di metri dalla casa dello studente collassata la notte del 6 aprile 2009. Sasha fa la tatuatrice e nello studio “Ju Tattoo” porta avanti la sua passione disegnando sui corpi, mentre Pelino fa il pittore e disegna su carta con pennarelli a spirito. Dopo il terremoto Sasha e Pelino hanno, inevitabilmente, fermato la loro attività e sono stati sfollati per quasi due anni fuori l’Aquila, in affitto a Francavilla.
“Non volevamo stare nelle tende o in albergo – dice Pelino – Non volevamo chiedere niente alla protezione civile perché desideravamo essere autonomi”. “Per circa un mese non ho fatto nemmeno un tatuaggio – racconta Sasha – poi la prima chiamata ha rotto il silenzio e ho ricominciato a lavorare. Una ragazza, aquilana e sfollata anche lei sulla costa, si fece tatuare un orologio da taschino fermo alle 3.32 e sul coperchio riflesso il rosone della Basilica di Collemaggio. Quando ho ripreso in mano la macchinetta per tatuare ero spaventata ed emozionata, non dovevo tremare e non era facile, ma ce l’ho fatta e da lì ho ricominciato. Vedere il via vai di persone in casa per farsi tatuare mi ha dato forza”.
Non avendo il suo studio a disposizione all’Aquila, in piena zona rossa, Sasha è riusciata a trovare una collaborazione in uno studio a Pescara, collaborazione che, attualmente, dura ancora. “Sono cambiate molte cose – continua Sasha – prima si tatuava tanto qui all’Aquila, nello studio c’era sempre fila, ora si lavora quasi il 60 per cento in meno. Molte persone non sanno che ho riaperto e in questa strada non c’è più il traffico di prima”. Da dopo il 6 aprile, in molti hanno deciso di tatuarsi disegni che ricordassero l’evento del terremoto: data, ora e luogo del sisma, crepe, simboli storici della città, la carta antica della città, frasi personali. Il tutto nei modi più originali e disparati.
“Da prima del terremoto – dice Sasha – proponevo ai clienti di tatuarsi il rosone, le maschere delle 99 cannelle, e altri simboli molto belli che fanno parte della nostra tradizione iconografica, ma non veniva recepito e spesso, a dire la verità, queste proposte venivano anche schernite. Dopo il terremoto, fisiologicamente c’è stato il boom di questo tipo di tatuaggi”. Sasha sono 20 anni che lavora in questo campo e porta avanti un suo stile particolare e tra i tanti soggetti da lei elaborati c’è il personaggio della “bamboccia”, una testa di donna molto grande senza corpo, una risposta femminista all’iconografia delle Pin Up e del tatuaggio da “macio”con donne tutto corpo e poca testa.
Come ogni bravo tatuatore, Sasha ha fatto esperimenti su se stessa e sorridendo dice “Spesso mi faccio aiutare anche da mio marito, mi piacerebbe che mi tatuasse lui”. Pelino, invece, dipinge nello studio di casa sua, a Sassa non lontano dall’Aquila. La corrente artistica nella quale si colloca è il Pop Surrealism che nasce negli anni ’70 tra l’America e il Messico per poi diffondersi in tutto il mondo. La sua prima mostra è stata a Berlino nel 2007 e le prossime esposizioni saranno a Zurigo e Londra. All’Aquila? “Ho un rapporto di odio e amore nei confronti della mia città – spiega Pelino – Mi risulta difficile far capire qui la mia arte, mentre fuori di qui, in Europa, viene molto apprezzata e sono chiamato ad esporre in diverse gallerie”. Pelino dipinge con dei pastelli a spirito pantoni, matite, acquerelli e graphos. Le tematiche sono spesso sociali e politiche e nei suoi quadri si può trovare un’atmosfera grottesca e fantastica tipica di una certa filmografia di Tim Burton: animali antropomorfi metà stambecchi, metà donne, esplosioni nucleari, a denuncia del disastro di Fukushima, incorniciate in bare d’orate. ” Sono fondamentalmente un autodidatta – dice Pelino – fin da piccolo mi piaceva disegnare e sono cresciuto con i fumetti d’autore italiani in stile ironico e fantastico degli anno ’60.
Tutto ciò che era controcultura in quegli anni mi affascinava. Poi con l’avvento di internet è cambiato tutto e si è iniziato a diffondere un immaginario collettivo corale che dalla Cina, passando per L’Aquila, arrivava fino in Canada. Io disegno mostri, come dice mio figlio, disegno scenari fantastici, allegorie dell’apocalisse come ad esempio l’orrore dei campi di concentramento della Germania nazista”.
We are celebrating the influence that Mexican culture & art is having on the aesthetics and artistic practices all over the world.
Mexico’s rich heritage of religious, cult & folklore iconography is the launch point for our incredible forthcoming exhibition.
From the traditional Catholic shrines to the Santa Muerte death worshipping cult.
The ancient Aztec influence through to mainstream Lucha Libre hysteria on a massive scale.
Drug warlords & gangland killings.
Poverty, corruption, politics. Love, death and afterlife.
Graffiti, shrines, skulls, spells and curses.
Mexico Siniestro ! Features a pool of superb artists of different disciplines from around the globe who have used the religious & cult aspects of Mexico’s iconography for some of their inspiration.
And we hope to present an international insight into a wonderful nation’s consciousness which has been producing exciting and unique art for 1000’s of years.
Art Exhibition opens Thursday 3rd Nov: with special performances by Marnie Scarlet Syban Maria Almena& Korero Book Launch, MEXICAN GRAPHICS. We will count also with Korero’s SKULLFACE & THE DAY OF THE DEAD : El dia de los muertos books.
Through out the event we will have special appearances from Lucha Britannia wrestlers.
http://resistancegallery.blogspot.com/
We are celebrating the influence that Mexican culture & art is having on the aesthetics and artistic practices all over the world.
Mexico’s rich heritage of religious, cult & folklore iconography is the launch point for our incredible forthcoming exhibition.
From the traditional Catholic shrines to the Santa Muerte death worshipping cult.
The ancient Aztec influence through to mainstream Lucha Libre hysteria on a massive scale.
Drug warlords & gangland killings.
Poverty, corruption, politics. Love, death and afterlife.
Graffiti, shrines, skulls, spells and curses.
Mexico Siniestro ! Features a pool of superb artists of different disciplines from around the globe who have used the religious & cult aspects of Mexico’s iconography for some of their inspiration.
And we hope to present an international insight into a wonderful nation’s consciousness which has been producing exciting and unique art for 1000’s of years.
Art Exhibition opens Thursday 3rd Nov: with special performances by Marnie Scarlet Syban Maria Almena& Korero Book Launch, MEXICAN GRAPHICS. We will count also with Korero’s SKULLFACE & THE DAY OF THE DEAD : El dia de los muertos books.
Sat 5th: Art Market, Mexican food & fiesta with music into the night.
Through out the event we will have special appearances from Lucha Britannia wrestlers.
Artists:
Skot Reynols aka Grave Industries
Chris Sutton aka Artmafia
Marnie Scarlet
Esther Perez Ramirez
Angela Edwards
Deborah Griffin
Susi Brox Nilsen
Ella Guru
Estelle Riviere aka Monsterlune
Frodo47 / Javier S. Sañudo
Ian Ward
Jason Atomic
Kate Lomax
Krzyztof Wlodarski
Tom Spencer
Miranda Barrie
Oly Kenna
Pelin Santilli
Zed Desideraja
Istvan Nyari
Adam Bloom
Jess De Wahls
Dario Vargas
Kate Hawakridge
Syban
Ben Hopper
Doralba Picerno
Emma Hockley
Rebecca Cooper
Tracy Watt
Raw ‘Doyle’ Meat
Paul Barrow
Jeremy Cross
Jesper Bram
Johnny Stingray
13 Lagrimas
Oldskull4ever
Jojo’s Bones
Buddy Nestor
Magda Zon
Anne ‘Blondie’ Bengard
Gaye Black
More Brains Vicar
Melissa Szeto
Vlad Quigley
Bonnie Baker
Alex Cawkvellian
Synth
Alan Parker
Raul Pina Perez
Maria Almena
Leo Rios
Sue Kreitzman
Robert Quinn
David Heulun
Izaskun Gonzalez
QUE VIVA MEXICO CABRONES!!!!!
http://www.resistancegallery.com/
ROMA- Venerdì 30 settembre, al Centro polifunzionale Elsa Morante, si è tenuto Carpe Viam, evento artistico organizzato dall’associazione culturale Traslochi ad Arte, il secondo dell’anno dopo numeroatomico82, organizzato lo scorso aprile al Palladium.
Nel nuovo centro sorto a Laurentina, quindi, è andato in scena questo appuntamento dedicato alla strada, intesa come percorso ma anche come punto di arrivo, di esistenza, rappresentata attraverso multiformi visioni artistiche: dalla musica al teatro, dalla pittura alla fotografia passando per la letteratura. Il tutto unito dal filo della strada, riuscendo a far percepire l’evento come un corpo solo con talenti multiformi, e non un tema diviso per sezioni; grazie anche al ripetersi e all’unirsi delle varie arti, in una sorta di multitasking artistico, come spesso accade con Traslochi ad Arte. Infatti la musica non solo ha accolto il visitatore all’ingresso del centro con i suoni dei tamburi degli spazi aperti dell’Africa Occidentale eseguiti da un ensemble di percussioni, ma lo ha anche accompagnato con il TRIOJAZZ di Ariel Hassan, Fulviaettuso e Filippo Morera, che ha svolto la funzione di colonna sonora per la mostra pittorica e fotografica. Mostra fotografica che presentava come opera d’entrata il Blink Photographic Circus, il progetto fotografico che comprende la Blink Gallery, la galleria più piccola del mondo, larga 400 cm e alta 30 cm, appena due metri quadri di superficie, ideata da Lorenzo Mastroianni. Un lavoro assolutamente degno d’esser visto, per originalità ed esecuzione.
Continuando nel suo percorso, il visitatore continuava ad imbattersi nella sezione fotografica: Fabrizio Perrini si ispirava proprio al titolo della serata, Carpe Viam, per mostrarci una piccola compagnia di artisti di strada in varie parti di Roma; Luca Fralleoni si è dedicato a Roma in due sue foto e ad un artista fuori strada in un’altra;Mariangela Neve, invece, ha prestato più attenzione al cammino, immortalando dei passi di piedi nudi in tre istantanee. Insieme alle foto di Arsenio Bitritto, piccolo spazio per la pittura con Francesca Mariani, con delle piccole tavole a mo’ di fumetto su una storia ovviamente di strada, da una di queste tavole è presa anche la locandina dell’evento. Continuando nel suo percorso, il visitatore, mentre oramai a fare da sfondo musicale c’erano le Monetine di Simone Nebbia, poteva gustare il secondo pannello difotografia: una parete per il lavoro assolutamente suggestivo di Maurizio Terlizzi Santiago, otro punto di vista, una foto di Tatiane Araujo, e due per il giovane esordiente Andrea Cervellieri, accompagnate dall’opera di Simona Pampallona su Tor Marancia.
Si passa quindi alla mostra pittorica, curata da Rossana Calbi. Qui il tema sono i santi, rivisitati dagli artisti secondo il loro occhio e la loro sensibilità. Spiccano i tre lavori di Elena Di Legge, artista salernitana alla prima mostra a Roma, che interpreta una Giovanna d’Arco isterica, una Maria Maddalena distratta e una Vergine della pazienza stanca tra i fornelli di casa. A colpire sono anche i tre Satansbraten di Pelin Santilli e i lavori di Morof, che rivisita diversi capolavori classici in ottica quasi cartonesca, tra tutti spicca S. Giorgio e il drago. Appassionati di San Sebastiano sono invece Rocco Cerchiara e Oriana Ramacci; decisamente gradevole anche l’Annunciazione di Marianna Pisanu.
Nel piccolo spazio dedicato alla letteratura, c’è stata una breve lettura in due parti di Marco Settembre, che ha deliziato il pubblico con un suo racconto intitolato La Flemma: racconto che parla delle avventure di Romualdo, il quale oppresso dall’isolamento della vita casalinga, decide di cambiare tutto e sceglie la strada come nuova “casa”.
Il gran finale è regalato dalla compagnia teatrale TTF, che mette in scena Not strong enough, opera ispirata al Re Lear di Shakespeare, per la regia di Francesco Villano. L’opera del Bardo è rivisitata in chiave moderna, con una brillante intuizione di ambientare il tutto in una famiglia nomade, che vive per strada, ma senza rinunciare alle loro beghe di corte. Dovendo fare a pugni con l’ora e mezza a disposizione per la rappresentazione, sono probabilmente troppi i tagli alla storia originale che vengono fatti, rendendo difficile la comprensione degli eventi a chi non ha presente il testo shakespeariano. Questo però nulla toglie alla bravura degli attori saliti sul palco.
Si chiude così l’evento, aspettando la prossima interessante manifestazione organizzata da Traslochi ad Arte.
Alan Di Forte