– SATANSBRATEN – NESSUNA FESTA PER LA MORTE DEL CANE DI Satana!

di pelinstory -pelin santilli

 – SATANSBRATEN – NESSUNA FESTA PER LA MORTE DEL CANE DI SATANA!

 

ROMA- Venerdì 30 settembre, al Centro polifunzionale Elsa Morante, si è tenuto Carpe Viam, evento artistico organizzato dall’associazione culturale Traslochi ad Arte, il secondo dell’anno dopo numeroatomico82, organizzato lo scorso aprile al Palladium.

Nel nuovo centro sorto a Laurentina, quindi, è andato in scena questo appuntamento dedicato alla strada, intesa come percorso ma anche come punto di arrivo, di esistenza, rappresentata attraverso multiformi visioni artistiche: dalla musica al teatro, dalla pittura alla fotografia passando per la letteratura. Il tutto unito dal filo della strada, riuscendo a far percepire l’evento come un corpo solo con talenti multiformi, e non un tema diviso per sezioni; grazie anche al ripetersi e all’unirsi delle varie arti, in una sorta di multitasking artistico, come spesso accade con Traslochi ad Arte. Infatti la musica non solo ha accolto il visitatore all’ingresso del centro con i suoni dei tamburi degli spazi aperti dell’Africa Occidentale eseguiti da un ensemble di percussioni, ma lo ha anche accompagnato con il TRIOJAZZ di Ariel HassanFulviaettuso e Filippo Morera, che ha svolto la funzione di colonna sonora per la mostra pittorica e fotografica. Mostra fotografica che presentava come opera d’entrata il Blink Photographic Circus, il progetto fotografico che comprende la Blink Gallery, la galleria più piccola del mondo, larga 400 cm e alta 30 cm, appena due metri quadri di superficie, ideata da Lorenzo Mastroianni. Un lavoro assolutamente degno d’esser visto, per originalità ed esecuzione.
Continuando nel suo percorso, il visitatore continuava ad imbattersi nella sezione fotografica: Fabrizio Perrini si ispirava proprio al titolo della serata, Carpe Viam, per mostrarci una piccola compagnia di artisti di strada in varie parti di Roma; Luca Fralleoni si è dedicato a Roma in due sue foto e ad un artista fuori strada in un’altra;Mariangela Neve, invece, ha prestato più attenzione al cammino, immortalando dei passi di piedi nudi in tre istantanee. Insieme alle foto di Arsenio Bitritto, piccolo spazio per la pittura con Francesca Mariani, con delle piccole tavole a mo’ di fumetto su una storia ovviamente di strada, da una di queste tavole è presa anche la locandina dell’evento. Continuando nel suo percorso, il visitatore, mentre oramai a fare da sfondo musicale c’erano le Monetine di Simone Nebbia, poteva gustare il secondo pannello difotografia: una parete per il lavoro assolutamente suggestivo di Maurizio Terlizzi Santiago, otro punto di vista, una foto di Tatiane Araujo, e due per il giovane esordiente Andrea Cervellieri, accompagnate dall’opera di Simona Pampallona su Tor Marancia.

Si passa quindi alla mostra pittorica, curata da Rossana Calbi. Qui il tema sono i santi, rivisitati dagli artisti secondo il loro occhio e la loro sensibilità. Spiccano i tre lavori di Elena Di Legge, artista salernitana alla prima mostra a Roma, che interpreta una Giovanna d’Arco isterica, una Maria Maddalena distratta e una Vergine della pazienza stanca tra i fornelli di casa. A colpire sono anche i tre Satansbraten di Pelin Santilli e i lavori di Morof, che rivisita diversi capolavori classici in ottica quasi cartonesca, tra tutti spicca S. Giorgio e il drago. Appassionati di San Sebastiano sono invece Rocco Cerchiara e Oriana Ramacci; decisamente gradevole anche l’Annunciazione di Marianna Pisanu.
Nel piccolo spazio dedicato alla letteratura, c’è stata una breve lettura in due parti di Marco Settembre, che ha deliziato il pubblico con un suo racconto intitolato La Flemma: racconto che parla delle avventure di Romualdo, il quale oppresso dall’isolamento della vita casalinga, decide di cambiare tutto e sceglie la strada come nuova “casa”.

Il gran finale è regalato dalla compagnia teatrale TTF, che mette in scena Not strong enough, opera ispirata al Re Lear di Shakespeare, per la regia di Francesco Villano. L’opera del Bardo è rivisitata in chiave moderna, con una brillante intuizione di ambientare il tutto in una famiglia nomade, che vive per strada, ma senza rinunciare alle loro beghe di corte. Dovendo fare a pugni con l’ora e mezza a disposizione per la rappresentazione, sono probabilmente troppi i tagli alla storia originale che vengono fatti, rendendo difficile la comprensione degli eventi a chi non ha presente il testo shakespeariano. Questo però nulla toglie alla bravura degli attori saliti sul palco.
Si chiude così l’evento, aspettando la prossima interessante manifestazione organizzata da Traslochi ad Arte.

Alan Di Forte