Le macchine Che distrussero Il Circo di Parigi – Pelin Santilli Solo Show

di pelinstory -pelin santilli

Le macchine che distrussero il circo di Parigi – Pelin Santilli Solo Show

“Venghino signore e signori, venghino e si accomodino non troppo comodi sotto il tendone di questo circo: che l’Apocalisse abbia inizio!”.
Se vi fossero dubbi sulla bontà dei facciotti delle bamboline dai grandi occhi, emblemi abusati nel pop surrealismo, ecco fugata ogni perplessità.
Qui l’arte si fa per fare la Rivoluzione, e anche se la catastrofe è come una messa in scena da circo, ridicolizzata e bambinesca, i protagonisti qui sono circensi ma  brutali.
Pelin Santilli è l’ artista dai grandi proclami, la cui opera è chiaramente e politicamente impegnata. Il suo anelito anarchico è quello di un giovane rivoluzionario nato nel 1917, affascinato dal dètournement situazionista degli anni ’60.
La sua concreta rivoluzione la si vive nelle sue opere, complesse e macchinose da far roteare le pupille. Gli occhi vagano alla ricerca del bandolo della matassa in un horror vacui decadente, quando ecco, come un’ intuizione, la lettura di un disagio che è dell’artista ed è contagioso, come l’ essere costretti a vivere in un tempo del quale non si vorrebbe essere figli.
Bio:
Pelin Santilli è artista, poeta e agitatore culturale autodidatta, ha studiato presso l’università di lettere e filosofia di L’aquila, Italia. E’ artista professionista dal 2009, ha esposto in gallerie underground italiane ed europee, Berlino, Londra, Zurigo, Amsterdam, Roma. I suoi interessi di ricerca sono le follie del mondo occidentale e la sua aberrante estetica. La sua citazione preferita è: “Un giorno, quando finalmente ci sarà il comunismo, non ci saranno più pene d’amore.” Il suo numero di Erdos è 3,3,3.

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