dell’insostenibilità del postmodernismo

di pelinstory -pelin santilli

 

BISOGNA ESSERE ANTIQUATI PER POTER SOPRAVVIVERE AL SECOLO DELLA GIOIA INFINITA

foto - parte 2 (20)La nuova internazionale situazionista sono tante cose, fa e tramo miriadi di mondi e storie e scorribande dal immaginario al confine dell’impero, al limitare del postmoderno.
Potresti definirli apprendisti stregoni, un irriducibile ribelle al fordismo della tecnica, Fitzcarraldo sulle montagne con una nave piena di tutte l’eresie del mondo…ma di sicuro non ci impicchiamo ai giullari di corte. Non miracoliziamo i gendarmi dell’umanità regalando passeggiate sulle acque da kristi e colori sui mori e sui muri delle prigioni di perfide periferie. Lo spleen dell’autodestrutturazione è l’inno della nostra bandiera.

foto - parte 2 (11)La nuova internazionale situazionista sono disfunzionale alla capacità e al talento, deteriore avversaria dell’arredo urbano, dovremmo esser già morti o impiegati o arruolati da repubblica come socialisti del medio gusto, del perbene della merce, dei questurini alla bob dylan…   e invece strimpello estetica sul limitare del disastro cognitivo. Quello che vedete è solo un capriccio da nerone, dettato dalla facilità massiva della tecnologia smart, da qualche spazio che la merce a ridefecato indigesto .

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Cellulari, polaroid, lomo, barricate, sampietrini, caschi e volantini… tutto automatico come una scrittura surrealista, come un furtarello di caramelle, come le stonature di J J Allin…c’è intelligenza, molta, che frequenta tra i boschi, nostri oscuri vicoletti ,il mio studio, gente che ha talenti e anima, e  gli dei offrono da bere e noi mi regalano storie, idee, mondi e a volte anche i loro corpi a cui io appiccico scorie di carta del mio immaginario deformato…foto - parte 2 (14)

 


loro sono delle potenze, delle sacerdotesse del femminismo e nonostante la mia totale incapacità all’ arte della fotografia qualcosa della loro immanente potenza si disvela…
nonostante tutto c’è un po’ di verità nell’atto magico del mio onanismo sfigato… nonostante tutto è insurrezione.

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Le trincee sono posti umidi-sempre in bilico tra le geografie mutevoli degli assalti all’arma bianca-Le trincee che proteggono indifferenti mentre  avvelenano e marciscono le palpebre nell’attesa della corsa a perdifiato verso la catastrofe liberatoria creatrice-Le trincee pretendono di essere incavate nei nervi del mutabile  proscenio della storia, noi sassi impazziti lanciati da fionde novecentesche-Le trincee ci dicono che non è finita, che non è un abbraccio immortale il postmoderno.

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La disperazione creativa è al collasso del mastermind.

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Nuova Internazionale Situazionista