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Categoria: pelino santilli

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Pelin Santilli | Ritratto dell’artista (anarchico) da giovane

lunedì 3 dicembre 2012 ·  · 1 Commento · 227

In giorni scanditi da dibattiti televisivi ed ospitate trash per le primarie vorrei farvi conoscere un artista anarchico e parecchio iconoclasta, con una barba grande grande e due baffi lunghi lunghi: Pelin Santilli. Pelin fa low-brow impegnata e dissacratoria, definisce il suo immaginario come quello di un rivoluzionario nato nel 1917. I suoi micro quadri sono fatti di strati su strati di simboli presi dalla propaganda politica e dalla tatoo culture e di figure poetiche e terribili, hanno un sapore gotico, eppure i suoi colori sono saturi come quelli degli incarti delle Big-Bubble. Pelin disegna bamboline burlesche dagli occhi allucinati, equilibristi virili in autoreggenti, animali inquietanti che si affacciano dalle cornici dei pop-up di carta. Ed i titoli delle sue serie suonano come minacce di un’ apocalisse imminente. Secondo me esiste un solo modo per fare un’intervista ad un artista low-brow anarchico. Fargli domande low-brow ed anarchiche


Pelin Santilli

Hai un passato da militante politico e le tue opere sono spesso definite anarchiche. Mettiamo che tu debba ritrarre un politico a scelta. Chi è e come lo ritrarresti?

Ho sempre adorato l’iconografia marxista leninista: Lenin, Stalin, Mao, il realismo socialista è indubbiamente il precursore del pop surrealismo.  L’ultima trasmutazione di Silvio Berlusconi è eccezionale: occhi a mandorla e capelli alla grande timoniere; è una mummia assolutamente sovietica e siccome io “mostrifico” ogni mio soggetto lo disegnerei il più naturalisticamente possibile.


Satansbraten, particolare

Le tue ambientazioni sanno di gotico vittoriano e decadenza bohémien. Da artista in quale epoca ti piacerebbe rinascere?

A dieci anni avrei risposto la preistoria, dove tutte le cose, le bestie, il creato senza partitura né regole debuttavano per la prima volta. A venti ti avrei detto ottocento con i suoi misteri, le stanzette fredde, la sifilide e le sue fantastiche pipe da oppio. Oggi ti dico il secolo breve, il novecento con il suo assalto al cielo e l’inferno in terra,il pantone, il cinema e i popcorn. Vedremo se tra cent’anni avrò cambiato ancora idea.


Satansbraten, particolare

L’ uso del colore è un tratto identificativo dei tuoi lavori. Cosa è per te il colore?

Il colore per me è una maschera, un trucco, un artifizio. I miei colori eccessivi servono a mascherare la natura delle cose, le paure dei miei “non vivi” personaggi e poi fanno scena, creano una gazzarra futurista, teppisti facinorosi su di un foglio. Come diceva il poeta … la vita è altrove…sta’ a voi cercare una verità sotto l’apparenza se avete ancora un briciolo di coscienza umanoide.


Goodbye Eurolandia

Qual’ è la creatura più spaventosa del circo di Pelin?

Nessuna delle mie creature è realmente spaventosa,  sono solo degli attorini imbellettati dentro le grandi e piccole tragedie della storia. Niente è buono o cattivo tutto è in funzione del palcoscenico, sono piccoli giuda involontari costretti dal copione a rendere grande il personaggio principale che non si vede mai …perché esso è solo mito.

 Dovrei farti una domanda sulle tue ispirazioni e credo ce ne siano tante. Però per giocare sull’ effetto sorpresa ti chiederò cos’è che, al contrario, non ti ispira affatto.

Non mi ispira il post moderno. Odio chi  non prende niente sul serio. Mi stanno sulle palle gli artisti  che fanno cose stupide con atteggiamento “ironico”. Aborro l’appiattirsi sull’immaginario estetico televisivo con atteggiamento “ironico”. E soprattutto ritengo spaventosi quelli che nascondono la loro colossale ignoranza e incapacità sotto un atteggiamento “ironico”. Adesso però tu non prendermi sul serio è chiaro che stavo scherzando.

Immagino che avere una moglie tatuatrice influisca sul tuo lavoro (oltre che sulla tua vita). Hai un aneddoto emblematico da raccontarci?

Ho  un braccio, il sinistro, che è il mio diario personale, ogni volta che mi succede qualcosa di importante ce la tatuo sopra, c’è la mia prima mostra e sbronza a Berlino, il terremoto, la nascita dei mie figli, i lacrimogeni e le manganellate di Genova… quando sarò morto spero che la mia famiglia lo scuoi e se lo appenda in sala. Altro che foto ricordo.

Sulla tua città (L’Aquila) negli ultimi due anni si è detto di tutto. Se potessi farle un regalo quale sarebbe?

L’espulsione di tutta la sua attuale classe dirigente, sia politica che economica e la riapertura della cantina del Ju Boss prima di Natale.

scritto da 

Per saperne di più:

http://www.ziguline.com/pelin-santilli-ritratto-dellartista-anarchico-da-giovane

pelinstory.wordpress.com/tag/pelin-santilli/

Le Tentazioni di Antonio Gramsci

le tentazioni di antonio gramsci 2

LENIN1

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Vernissage in HulaHoop Gallery -Roma-

Una delle tante cose che mi lascia perplesso del Pop Surrealism è l’uso improprio del termine che ne fanno critici, curatori e galleristi.

Viene definita così qualsiasi cosa che non risponda ai canoni tradizionali della figurazione e che provenga dell’ambiente underground.

Personalmente, io sarei per un approccio più restrittivo: limiterei la definizione ad un ambito ben preciso. Il Pop Surrealism è la reinterpretazione in chiave onirica del linguaggio e delle icone della cultura popolare.

Un linguaggio che sfugge alla realtà contingente, per rientrare in se stessi, per riscoprire lo stupore, i sogni e le paure di quando si era bambini.

Da questo punto di vista, Pelin Santilli è crea qualcosa di diverso dal Pop Surrealism. La sua ricerca può considerarsi infatti come erede moderna delle sperimentazioni di Grosz e degli altri artisti di Nuova Oggettività.

Utilizzare la mitologia contemporanea, intrisa di infantilismo, perchè viviamo in una società che ci vuole eterni adolescenti, non per sfuggire al Mondo, ma per sezionarlo, svelandone la violenza e l’ipocrisia.

Tutto tramite un tratto incisivo e feroce, che svela ciò che siamo e che non vorremmo essere, creando visioni crudeli.

Un’arte che è denuncia del nostro malessere, individuale e sociale, e al contempo sua amara medicina.

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“Interrogata ben bene la nostra coscienza, abbiamo deciso di divorarti a causa della tua disobbedienza”
 

Performance di Chérie Roi in Le Baptème Des Vices

PELIN SANTILLI e la sua personale visione ironica grottesca del mondo.

Attraverso le immagini racconta scene gore estreme con una sana vena di ironia, racconta di quella grottesca e totale assenza di comunicazione e del disagio contemporaneo, di quelle cicatrici che ogni uno porta dentro di se, e fatica a vivere con il proprio caos, quest’ultimo inteso come cambiamento e trasformazione – contro.

PELIN SANTILLI è forse uno dei più interessanti artisti della scena “underground”.

Pelin miscela in modo sapiente due essenze contrapposte dell’erotismo che racconta.

La bellezza che suscita desiderio e l’inquietudine del decadente.

Suggerendo che a volte, e per alcuni, c’è inquietudine nella bellezza e desiderio nel decadente. Per costoro che compiono tale scelta estrema di campo, i passi sono tracciati dalle orme ai bordi di una voragine tra la lucidità e la follia, e non più solo tra la realtà e il sogno ma tra il sogno e l’incubo, sfidando il pubblico all’esplorazione del proprio ignoto, e del malessere del nostro tempo.

Questa scelta di campo caratterizza l’artista che la compie ponendolo “in solitudine” su uno dei vertici di quel triangolo ideale che viaggia dal presente al futuro. Tale vertice, volto verso il futuro, in parte si trova già in esso, e trascina dietro di sè la sua ignara base, popolata dai più numerosi contemporanei che vivono e giudicano il loro presente. Li trascina in una qualche, ignota, direzione evolutiva dell’arte e della società. Se la direzione sarà giusta o sbagliata, se sarà evoluzione o involuzione, sarà compreso altrove sulla linea della storia dell’arte e della società.

Le opere di Pelin si amano o si odiano. Non vi sono mezze misure. L’artista denuncia le storture di una società sempre più passiva dinnanzi agli orrori del mondo .

Nelle sue opere Pellin, seziona, smembra, trasfigura il soggetto che riproduce rappresentandolo come un demone, o in un animale in autoreggenti, o in una nazista con svastiche sul reggiseno, inserendo tali soggetti in scenari erotici ricchi di simbologie che sembrano suggerite visioni o allucinazioni meditate. Con esse racconta attraverso forme e figure stilizzate un contrasto che, in quanto tale, crea movimento ed energia nella sua grafica , che lo spettatore percepisce, in un senso o nel suo opposto.

Pellin padroneggia uno stile, personale e riconoscibile, fuori dalle convenzioni e dalle aspettative, certificando che la sua ricerca è continua e sostenuta dalla sua dedizione alla sua arte e alla sua originale e personale visione dei temi che tratta. Pelin miscela tecniche e stili tipici della letteratura Pulp ma riesce a farlo in modo atipico, elabora e implementa linee dei fumetti con sfumature di colore tipiche dei tatoo, usando colori spesso saturi in contrapposizione a quanto ci si aspetterebbe da una visione onirica, che molti ricercatori ritengono sia monocromatica.

Le ambientazioni vintage e il look burlesque svelano dell’artista il suo gusto per uno stile estetico retrò, una dimensione che pare essere un rifugio entro la quale i suoi personaggi dipinti, condividono leggi fisiche e paesaggi di un mondo parallelo immaginario ma nello stesso tempo metafora grottesca dei nostri paesaggi reali.

 

Sinfonías para Adolescentes

    c’era una canzone, c’era un verso in particolare…”quando eravamo piccoli ed avevamo la barba”…e si, bell’ossimoro…praticamente incomprensibile per chi non c’era e per chi è venuto dopo il “diluvio”. beh queste tavole sono un conto in sospeso, con la mia infanzia, con la storia della mia infanzia, quando essere un ragazzo era sinonimo di stare dentro la storia, nel suo farsi…nel suo morirci…

ALTERAZIONI FESTIVAL 2012 /// THE EVENT. ///// ENJOY /////

Per esteso: Amiata, Rivoluzione, Terra, Qualità.
Nasce da questi quattro fattori la nostra visione di valorizzazione del territorio. www.artq.it

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Alterazioni 2012. Una tre giorni dedicata alla musica e alle arti visive

Eccellenze artistiche e culinarie protagoniste della rassegna organizzata dall’associazione ARTQ

“Visto con gli occhi dell’arte in tutte le sue forme, il nostro territorio, è ancora più bello”. Scrivono così nel loro sito i ragazzi di ARTQ, l’associazione giovanile che da ormai tre anni promuove Alterazioni Festival. Poche parole che sintetizzano la filosofia che li anima: coniugare la passione per l’arte nelle sue diverse rappresentazioni e l’amore per il Monte Amiata.

Il tema di questa terza edizione, che prenderà il via venerdì 27 luglio, è “il movimento delle percezioni”, declinato nelle varie sezioni della rassegna: alterazioni visive, alterazioni musicali, alterazioni da gustare.

“Il Festival Alterazioni – spiega Cinzia Tacconi, assessore provinciale alla Cultura – fa parte del circuito Maremma In Contemporanea, promosso dalla Provincia di Grosseto, che racchiude i più importanti eventi dedicati all’arte contemporanea nel nostro territorio. Un’iniziativa importante innanzitutto perché ideata e promossa da giovani che amano il territorio dove sono cresciuti e credono nelle sue potenzialità. L’idea di far incontrare artisti e performers da tutta Italia, e non solo, nel borgo medievale di Arcidosso è un vero e proprio atto di amore per l’arte e per la propria terra”.

Diverse le novità introdotte per l’edizione 2012: dalla sezione dedicata alle eccellenze gastronomiche amiatine, ed in particolare alla birra artigianale, alle mostre nella mostra. Alterazioni visive, infatti, ospiterà insieme alle opere dei 23 artisti selezionati dal bando ufficiale, una raccolta dei lavori di Pimp My Mary, esposizione di livello nazionale promossa dal collettivo EXP di Carrara, le video istallazioni di Aurora Meccanica, le opere vincitrici del concorso fotografico Piccoli Fotografi realizzato in collaborazione con l’Associazione Tarabaralla di Castel del Piano e i lavori del progetto “Ritratto, autoritratto e caricatura”, realizzato da Francesca Bizzarri che ha coinvolto oltre 300 bambini delle scuole primarie dei comuni Arcidosso, Seggiano, Castell’Azzara e Castel del Piano.

“Si conferma anche quest’anno – continua l’assessore Cinzia Tacconi – l’alta qualità delle opere in esposizione, che sottolineano la caratteristica principale di Alterazioni Festival: il suo essere un evento culturale che racchiude in sé una grande varietà di linguaggi espressivi”.

Musica live, performance audiovisive e spettacoli di danza si alterneranno, dunque, negli spazi del Castello Aldobrandesco di Arcidosso per dar vita ad una tre giorni di arte e tradizione. Da segnalare anche il fuori evento alterazioni street art, ormai spazio fisso della rassegna, dedicato quest’anno un duo di artisti romani di fama internazionale che con le loro opere hanno lasciato il segno nei muri di Arcidosso.

Per maggiori informazioni: http://www.artq.it / artq.info@gmail.com

PROGRAMMA
Venerdì 27 luglio

ore 19.30
APERITIVO DI BENVENUTO CON DJ SET a cura di NEED A NAME

ore 20.00
ALTERAZIONI DA GUSTARE – Apertura stand gastronomici con degustazione di Birre Artigianali Italiane ed Olandesi, prodotti tipici locali, olio e grappa

ore 22.00
MADAME DECADENT/SCHWARZE TRAUM – Performance

ore 22.30
FRANZ ROSATI/THEORY OF VORTEX SOUND [A/V PERFORMANCE] – Performance audio/visiva

ore 23.30
Q2 VISUAL/CLOUD – Performance audio/visiva e danza contemporanea. Un progetto dei Q2 Visual con la partecipazione dei ballerini Alessio De Giulli e Stefania Pace

ore 00.30
SOSTANZE RECORDs/NIGHT DJ set / Live set FLUX VS ILKOBRA – Etnic, Techno, Ambient
DIGITAL BRAIN VS NEZOOMIE – Idm, Dub, Glitch, Trip Hop ALEXIS STORM – Dub Techno, Minimal, Deep

BComponente – Visual

Sabato 28 luglio

ore 17.00
INAUGURAZIONE MOSTRA ALTERAZIONI VISIVE 2012/ IL MOVIMENTO DELLE PERCEZIONI
mostra collettiva dei vincitori del bando, saluto delle autorità ed inoltre…

LA MOSTRA NELLA MOSTRA

PICCOLI FOTOGRAFI – presentazione ed esposizione vincitori del concorso in collaborazione con Tarabaralla

aurora Meccanica – una sezione dedicata alle video/installazioni interattive da ascoltare e toccare

PIMP MY MARY – selezione di 20 sculture provocatorie della mostra più criticata del momento in collaborazione con il Collettivo EXP di Carrara

ore 19.30
APERITIVO DI BENVENUTO CON DJ SET a cura di SOSTANZE RECORDs – Red|-_-|box Drum & Bass / Elettronica / Rap THEIGUO – Idm, Dub, Glitch, Trip Hop

ore 20.00
ALTERAZIONI DA GUSTARE

ore 21.30
YOUAREHERE – Live set electro/sperimentale

ore 22.15
GABRIELE ORTENZI – Performance vocale

ore 22.30
MUG – Concerto Live – Rock / Noise / Elettronica

ore 23.30
MOVEONOUT – Concerto Live – Rock / Elettronica

ore 01.00
TOOT – Concerto Live – Rock / Funk / Dub Step

Domenica 29 luglio

ore 18.00
RICICREO/SFILATA DI ABITI REALIZZATI CON MATERIALE RICICLATO – in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Mario Pratesi” di Santa Fiora

ore 20.30
APERICENA CON MELINDA LIGETI TRIO / FEATURING SÉTAMÙR – Concerto Live – jazz / New Jazz / Elettronica

ore 21.30
GLI ULTIMI VECCHI/MEMORIA E FUTURO – Docufilm promosso dalla Cooperativa “Il Quadrifoglio” in collaborazione con la ASP G. Vegni di Castel del Piano in collaborazione con il “Centro G” e l’associaizone ARTQ

ore 22.15
VANDEMARS – Concerto Live voce e chitarra elettrica

 

frane e vino in zurich: vernissage in museum of porn in art

 

frane e vino in zurich: vernissage in museum of porn in art

cranio / tourette…for un feticista scultura.

 

 

 

 

 

skull-tourette…per una scultura feticista…for a sculpture fetishist.

Carta e legno e carne. I segni sono indossati, vissuti come in antichi rituali, donne diventano dee  forti,  virili, sensuali,  impudiche,  dee che fanno la storia e rigenerano la vita, l-uomo nelle skullturette non e” che solo un betillo, un feticcio da portare in processione, eco perduto dell-impero in disfacimento. Peli, epidermide e colla e carta come in una sfilata dell-altrove, del passato più remoto, profondità’che mostra i simboli per come sono, nella loro essenza metafisica, e offrono squarci illuminanti sulla storia perduta della Dea. Il futuro non  E’ vostro ma  E’ del disordine, l’anarchia…

…Il caos, lo sconcio e la perversione. La liberazione non E’ un pranzo di gala…

Il mio piccolo Sabbath internazionale

My  little inner Sabbath

Una mattina mi son svegliato e  il diavolo, con i suoi grossi lombi poderosi,coprendo il mio belare mi disse di preparare del pane…il pane del diavolo…

Una mattina mi son svegliato e dentro una gabbia c’èra l’uccellino a portarmi via e la santissima stregha mi disse di preparare del pane…il pane del diavolo.

E se dovessi malauguratamente morire, vorrei crepare alla moda di Eliogabalo nascondendomi nella merda…ucciso in una latrina…trascinato per le vie…colmo…colmo di post avanguardia di post rivolta…

Ingozzami terra, ingoiami orda operaia sui bastioni di Kronštadt…liberaci dalle esondazioni dell io e delle coop…sempre viva!

Ma venite a cena commensali mie che le rose, il vino, l’incenso,  il pane è pronto…il pane del diavolo.

zeit geist-dello spirito del tempo

 

 

le tumulette